Mago & Filo

Wednesday, July 12, 2006

Diario di PAZZO&PUPAZZO

PazzoPupazzo caRo dIaRIO, ancora giorni tremendi. Medioriente...forse ci vorrebbe una poderosa manifestazione per la pace, qualcosa di eclatante proprio sui teatri degli scontri...che ne so: anche un bel concerto...
SI'...MAGARI UN "CONCERTO PER ARCHI E...FRECCE".

Diario di AL JENA

Aljena
Dal vostro inviato qui sulla Terra, Capi. La scorsa domenica è successo qualcosa di assai strano, che ha colpito la mia attenzione. Anzi, diverse cose. Ma andiamo con ordine. Innanzitutto, a Berlino c’era una cosa ovale molto grande piena di gente che urlava guardando un pezzo di prato calpestato maleducatamente da 22 ragazzacci in calzoncini corti. Alla metà esatta di loro puzzavano le narici di formaggio, si sentiva fin da dove ero io (camuffata da cameraman appesa alla telecamera SkyCam che veleggiava in cielo), e per come correvano sembrava che avessero qualcosa di lievitato infilato da qualche parte sotto gli slip. A un certo punto uno, che per sfregio si era messo in testa la parrucca della Coppa del mondo, ha calciato la cosa rotonda dal basso verso l’alto e dagli spalti un ragazzo con la faccia dipinta di bianco, rosso e verde ha detto: “Aoh, c’ha fatto er cucchiè, stò pis de mer!”.
Poco dopo un altro ragazzone, con la faccia simpatica e gli occhi da Jack Torrance, ha cercato di prendermi al volo mentre passavo sopra di lui, e ha sbattuto contro la cosa tonda di prima. Tutti quelli che erano nella gigante cosa ovale che non puzzavano di formaggio sono esplosi e hanno ricordato che la Torre Eiffel potrebbe essere più salutare della baguette. Boh…
Dopo un bel po’, quello con la coppa in testa si è avvicinato a Jack Torrance e ha cercato di imprimergliela sulla maglietta. E qui ho avuto una sorta di dejà-vù: sono certa di averla già vista questa scena, anche se mi ricordo che il pelato poi aveva fatto finta di essere uno struzzo. Però sono contenta che la FIFA lo abbia premiato come miglior giocatore dei Mondiali. Avevo PAURA che la giustizia sportiva potesse vincere insieme alla squadra più forte del mondo, meno male. Peraltro “fair-play” in francese vuol dire “tes-tata”.
Poi il ragazzo dal petto in fuori ha alzato verso di me la testa del pelato come omaggio alla mia attenzione, e un suo conterraneo, dagli spalti, ha gridato “E ora ridateci la Gioconda!!!”. Non so dire perché, ma sono contenta.

Monday, July 10, 2006

Diario di MAGO

Mago Diario Carissimo (vendutomi da Filo per una somma che certo non mi lascerà tranquillo, in vista delle vacanze, in effetti: ma come rinunciare al "diario su cui scrissero gli uomimi preistorici i propri libri di storia"? Soprattutto dopo che Filo si è impegnato per cancellarli tutti...), scrivo solo per contenere la mia gioia. Tutti i miei compagni di scuola, nella coniglia persona di Filo, mi hanno invitato, stasera 10 Luglio, per lo scontro decisivo in diretta universale. Tutti sapete a cosa io stia alludendo.
E' bello poter condividere le emozioni con gli amici.
Forza (Principi) Azzurri: come disse anche il mio prozio contadino-prestidigitatore (comandava i suoi braccianti a...bacchetta): "LA FANTASIA AL PODERE".

Diario di STILLY WONDERS

Stilly Wanders
La felicità può costringere alla serietà? Sì, penso proprio di sì. Lo può fare quando la serietà parla la stessa lingua della commozione, dei ricordi, della gioia, della consapevolezza. Ieri sera un ragazzone di un metro e novanta, con lo sguardo gonfio di un pianto trattenuto, ha provato a volare nel cielo di Berlino, poi è atterrato e ha alzato il dito verso lo stesso cielo, gridando a tutti, e solo a lei, “mamma”. Lei era proprio lì, dove quel dito tremante di rabbia, felicità, dolore, malinconia indicava, ad accogliere il suo grido, e a sorridere al piccolo bambino divenuto adulto.
Molti di noi, ieri sera, hanno fatto lo stesso gesto, rivolti a un cielo dove le persone che non muoiono mai davvero ci guardano tutti i giorni, piangendo e gioendo con noi, sorridendo e stando in silenzio. Molti di noi ieri sera hanno indicato una stella, ognuno la sua, ognuno la più bella, e molti di noi hanno raccolto in segreto lacrime attese da tempo, o forse da tempo già consumate. Due di noi, in particolare, hanno indicato due giovani stelle, le più brillanti di tutte, che da troppo poco tempo sono lassù, ma che da sempre splendono. Due di noi, in particolare, hanno urlato con il ragazzone “mamma”, e per qualche secondo non c’è stato altro. Poi lo scugnizzo ha alzato la coppa, e la notte è esplosa. Per uno, come me, che sta fermo tutto il giorno, è più facile riconoscere la magia, quando la vede. E c’è qualcuno che si ostina a chiamarlo un “gioco”.

Wednesday, July 05, 2006

Diario di HERR MERLINO

Her Merlino A proposito di paura...mi è ricapitato tra le mani un tema svolto da Mago durante l'anno scolastico...leggo: "Come diavolo lo avete saputo? Filo mi ha in effetti regalato una mucca che piange sul latte versato. E' uno strazio".
Ora. Voi ne sarete rimasti sorpresi.
Sappiate pure, però, che la traccia del tema doveva essere: "Parla del tuo presente".
Penso che riproporrò stralci dei temi dei miei alunni.
Sì, sì, ho deciso: vi prenderò proprio a stralci.

Diario di STILLY WONDERS

Stilly Wanders Diario Carogna, ti sembrerà strano, ma quei ciarlatani del Pugno sì, riescono a mancarmi.
I sassi incandescenti delle loro fionde criminali mi passano sempre più vicino, però.
Uno di quei maledetti, direi quel coniglio di Filo, ha pure detto: “Eppur si commuove”, vedendomi cedere alla paura a livello di vescica.
Vacanze balorde, per chi proprio da qui non si può muovere.
La vacanza degli altri è la mia vacanza dagli altri. Ma che partano presto, tutti gli intelligentoni delle partenze estive, perché alle ripartenze penseranno invece gli inseguitori del pallone in mutande azzurre, domenica sera.
A proposito: intanto grazie, ragazzi magici. Ragazzi che hanno rinunciato al fosforo per vivere di solo tanto...calcio.

Tuesday, July 04, 2006

Diario di MAMMOTH

Mammoth Caro Deario,
a chi si ostina nel subdolo tentativo di minimizzarmi chiamandomi solo "stinco di santo", rispondo con placida serenità: "La Verità vi renderà lividi".
Se non sono amato, sono proprio armato.

Diario di FILO

Filo Car Odiario, vorrei smentire tutte le voci che mi vogliono freddo e cinico opportunista.
Non ho dopotutto mai affermato che il mio migliore amico è Stilly Wonders solo per il fatto che, stimando il suo valore, io non possa certo dimenticare che si tratti effettivamente di un bene...immobile.
L'amicizia di Mago è oro, ma di questi tempi forse il vecchio mattone (alludo a Mammoth) rimane l'investimento più sicuro.
Nego tutto.

P.s.: e tutti davanti al tubo catodico, tra poche ore. Io ho invitato Mago a casa sua. E non mi si dica che, stasera, come me e Mago, tutti gli inseguitori del pallone in mutande si divideranno tra...conigli e maghi. Perchè non è vero che a volte la realtà superi la fantasia. O meglio, è vero: ma la fantasia ha doppiato la realtà già un paio di volte.Vinca il vincitore. Io tifo per lui.

Monday, July 03, 2006

Diario di MAGO

Mago Caro Diario,
ricordami che devo assolutamente ridare a Filo i soldi che gli ho prestato.

Avviso di HERR MERLINO

Her Merlino Con disappunto pubblico, su esplicita richiesta della Direzione del Pugno Di Mosca, com’è d’altronde uso e costume di questa pazza estate, pubblichiamo la moralissima intercettazione di un’immorale comunicazione telefonica tra due nostri iscritti, dialogo che palesa evidenti movimenti illeciti di finanze, uso abnorme di alcol e deprecabile lavoro “sommerso” tra i nostri studenti. La cosa più grave rimane la tenuta in auge, tra la popolazione studentesca, della musica "revival", comunque, a mio personalissimo avviso.
Studenti i cui nomi, epperò, censureremo per oggettivi motivi di tutela della privacy. La nostra.

- Mag*?
- F*lo?!?
- Ehilà, socio.
- Chiamata a carico mio, eh? L’operatrice ha detto che era da parte di una “bella Fila”..
- “Fil*”,”Fila”, su, dai, si sarà sbagliata…ma dai, non ringraziarmi, lo sai che penso sempre agli amici...
- Certo, avresti anche potuto chiamare Stilly Wo*ders, a carico, ma…
- Ma ho scelto te. E stop alle smancerie ora…il tempo è denaro…
-Il mio…
- Oh, senti…vedi, appunto…per quei soldi che mi hai prestato…(brigi-brigibi-bardò...brigi-brigidi-nadò..la-la-la-lalla-lalala-là..).
- Fi*o? Ma dove…sei…?
- …lo sai, i soldi..il viaggio a Cartoonia…siamo in ritardo, lo sai bene…(a-la-mambaaaa. Ahi la mambaaa…)
- *ilo? Non sento niente, c’è un casino…
- Ah, sì, sai, per arrotondare lavoro in miniera, la notte, non te l’avrei detto… per non farti preoccupare…(uai-em-si-ei…waaaaa-em-si-eei…lalalalala…)…ecco per il denaro non preoccuparti..sai, gli amici sono amici…(e per vosotros, senor?) …vada per la tequila, offro ioooo…
- Fil*?
Click.

Friday, June 30, 2006

Diario di MAMMOTH

Mammoth
Diario Icaro, ora basta.
Prima ne dicono di ogni, e poi, di tanto in santo, puntualmente, c’è chi va in giro dicendo di avere…stimmate di me.
Diffidate, gente, diffidate.

P.s.: ammetto di essere un po’ indisponente, oggi…perdonatemi: saranno le cozze di cana di ieri sera. Un dig-estivo, dite? Ci ho provato, ma pure tanto tanto amare a volte non basta.

Diario di OTTO

Otto (in tempi, questi, di grandi indagini sempre e comunque solo…preliminari).

G.I.P.

Diario di HERR MERLINO

Her Merlino
A proposito di Icaro…La sua è davvero una storia interessante…C'era una volta Dedalo, suo padre, che era un ottimo fabbro e una pessima guida alpina, perché puntualmente si perdeva al primo incrocio di siepi. Era però, appunto, molto abile nella creazione di attrezzi, tanto che si divertiva a inventarne sempre di nuovi. Fu lui a inventare, per esempio, il martello pneumatico, che chiamò però “marstello pneutratico” perché era balbuziente, decretandone l’insuccesso. Suo nipote Talo, molto più sveglio di lui, lo superò ben presto in abilità, e per sbeffeggiarlo del fallimento del martello s’inventò la sega.
Ma Dedalo era geloso perché tutta la fama andava a Talo e alla sua sega (in effetti, si era creato un nutrito drappello di fieri seguaci, tutti rigorosamente uomini), e così decise di ucciderlo spingendolo dal tetto del tempio di Atena con un marstello pneutratico appeso al collo. Appena dopo averlo spinto, Dedalo però si pentì e corse giù lungo i numerosissimi e altissimi gradini del tempio per prenderlo al volo. Ma corse così veloce che quando arrivò giù, sul tetto lui doveva ancora spingere Talo. Allora corse di nuovo su per la scalinata ma quando arrivò lo aveva appena spinto.
Decise quindi di prendersi un cappuccino, dopodiché tornò giù e mise il cadavere spiaccicato del nipote in una grande sacca per seppellirlo in un luogo deserto. Interrogato dai passanti rispondeva che nella sacca c'era un Cd, ma camminando apparvero sulla sacca stessa delle macchie di sangue a forma di lettore MP3, e il delitto fu scoperto.
Dedalo fu condannato dall’Areopago all'esilio per omicidio, e si rifugiò in uno dei demi attici. Lì incise il suo primo demo, “Attico” appunto, ma non ebbe fortuna, e così arrivò a Cnosso, dove il re Minosse lo accolse a braccia aperte. Ma un giorno il re lo beccò mentre aiutava Pasifae ad accoppiarsi con il toro bianco di Posidone, travestendosi peraltro proprio da toro bianco di Posidone, e così lo rinchiuse nel Labirinto insieme al figlio Icaro avuto con Naucrate. Fuggire non fu semplice, perché Minosse faceva sorvegliare tutte le navi e offrì inoltre una ricca ricompensa a chi avesse catturato “un toro bianco che portava appesa alla cintola una sega ben tornita”.
Con l'astuzia, però, Dedalo costruì un paio di ali per se stesso e un altro per Icaro. Dopo aver saldato le ali alle spalle del figlio con della cera, con le lacrime agli occhi Dedalo gli raccomandò di stare attento e di non volare troppo in alto perché il sole avrebbe potuto sciogliere la cera, nè troppo in basso perché il mondo era pieno di egoismo.Ma quando spiccarono il volo, Icaro disobbedì agli ordini del padre e cominciò a volare verso il sole, cantando nel contempo a squarciagola “non son degno di te”. E così i raggi solari sciolsero la cera delle ali, e Icaro piombò giù come una sega. Dedalo volò allora con tutta la forza che aveva, cercando di arrivare a terra prima di lui, ma volò così veloce che arrivò sul tetto del tempio di Atena, e si vide vestito da toro bianco in procinto di spingere giù Icaro vestito da Talo. Facendo finta di niente, Dedalo spiccò di nuovo il volo e se ne andò. Un mese dopo fondò una compagnia aerea. Da lì nacque il famoso detto: “Tale padre, Talo figlio”.

Thursday, June 29, 2006

Diario di PAZZO&PUPAZZO

PazzoPupazzo
Caro diAriO, estate davvero torrida, afa insostenibile: i fastidi più insopportabili, nelle città indifferenti, riguardano i deboli della società …e per chi infatti la sofferenza maggiore? Ovviamente, gli anziani…

OH, NON PROPRIAMENTE. GLI ANZIANI LI SOFFRIAMO PURE D’INVERNO...